lunedì 15 maggio 2017

Gli affreschi dei santi Sebastiano e Nicandro della chiesa madre.

San Sebastiano (sx) e san Nicandro (dx)

Dopo quasi diciassette anni, siamo venuti a conoscenza di una “promessa” fatta alla chiesa di san Nicandro a Tremensuoli. Da un articolo, apparso il 2 novembre 2000, a firma di Marcello Caliman si apprende che in quei giorni si riunì il consiglio pastorale presieduto dall'allora parroco della frazione minturnese, mons. Bergantino, per valutare e relazionare alla curia di Gaeta circa i lavori che avevano interessato i beni parrocchiali. Si legge che, l'ing. Antonio Procino in cambio di una striscia di terreno confinante con la sua abitazione, utile per il drenaggio, avrebbe preso l'impegno di occuparsi del rifacimento degli affreschi dei santi Sebastiano e Nicandro che si trovano sulla facciata principale della chiesa madre, del rafforzamento della struttura delle fondamenta della sacrestia, la realizzazione presso la chiesa del Sacro Cuore di un marciapiedi utile per la collettività di Tremensuoli. Naturalmente il consiglio pastorale dell'epoca ha approvato all'unanimità le proposte dell'ing. Procino, ma a tutto oggi una delle “promesse” ci sembra che sia rimasta lettera morta, infatti la comunità di Tremensuoli sta ancora aspettando che gli affreschi del patrono e del compatrono dell'antico villaggio tornino visibili ai fedeli dei martiri ed a quanti amano le bellezze di quest'amena collina che domina il golfo di Gaeta. La speranza dei tremensuolesi non è ancora morta e pertanto si spera che questo promemoria serva almeno ad avere una risposta alla mancata promessa di chi doveva ridare lustro ad una chiesa millenaria. Omne promissum est debitum.

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