mercoledì 28 maggio 2008

Italiani: Ladri, truffatori, imbroglioni di Mauro Montanari.


Sono quattro i video - visibili sia in televisione sia in rete - che hanno per oggetto un italiano medio (l’attore Olli Dittrich), caratteristico per il suo gesticolare buffo ed esagerato, da macchietta, da caricatura. Ogni video segna un carattere. Abbiamo il macho, un po’ mentitore, un po’ ruffiano che scodinzola come un cane dietro ad ogni femmina bionda che passa. Abbiamo il truffatore: un amico gli telefona per avere un televisore e costui, per “amicizia” gli rivende al prezzo maggiorato uno di quelli che stanno attorno a lui in negozio. Abbiamo l’imbroglione: “Mentre i tedeschi comprano i televisore, gli italiani comprano gli arbitri”. Via di questo passo. Come ogni estate da qualche anno a questa parte comincia in Germania la campagna antitaliana. Due anni fa, in occasione dei mondiali di calcio, capofila del nazionalismo teutone era lo Spiegel, il quale, in una raffinata serie d’articoli, destinati ad un pubblico scelto e intellettuale, spiegava come gli italiani fossero ladri, truffatori ed imbroglioni. Rafforzava la televisione pubblica Ard consigliando di non consumare nei ristoranti italiani. L’anno scorso, in occasione della strage di Duisburg, fu la volta della stampa - boulevard. La Bild Zeitung raccontava come gli italiani fossero, per di più, anche mafiosi. Stavolta è l’apparato di pubbliche relazioni di una grande multinazionale della distribuzione che pesca nel fondo del pregiudizio peggiore, più schifoso, più razzista e più fanatico del Volk tedesco, il tutto per vendere qualche televisore in più. Che fine abbiano fatto decenni di lavoro per creare le basi di una società multietnica, plurilinguistica e interculturale; lavoro portato avanti, qui in Germania, da migliaia e migliaia d’operatori semplici italiani e tedeschi – tra i quali si conta certo anche questo giornale-, non lo sappiamo. Lo diciamo con una certa amarezza. Sappiamo però che, mentre tutti si godono gli spot di Media Markt che anche noi riportiamo a fianco con una traduzione in sottotitolo, a Berlino è chiusa Radio Multikulti, che trasmetteva in lingue varie, tra l’altro anche in italiano. Sappiamo che, mentre qualche anno fa, gli italiani erano ‘simpatici’, ora simpatici lo sono di meno, molto di meno.
Mauro Montanari

sabato 24 maggio 2008

CORPUS DOMINI

CORPUS DOMINI
Alla mensa dell'Eucarestia
NUTRITI DA CRISTO, TONIFICATI NELL'AMORE

L’origine di questa solennità è da considerarsi in connessione con il possente risveglio della devozione eucaristica che dal secolo XII in poi si sviluppò, con un accento particolare sulla presenza reale dell’“intero Cristo” nel pane consacrato, e quindi sulla sua adorazione. Con questo “movimento” eucaristico si collegò un grande desiderio di vedere l’ostia; desiderio che portò tra l’altro alla elevazione dell’ostia dopo la consacrazione e alla processione con il SS. Sacramento. Tutto questo è detto e fatto nel linguaggio della celebrazione che attende di essere costantemente tradotto nell’esistenza.

Furono le visioni di una monaca agostiniana, Giuliana di Liegi, nell’anno 1209, a dare un impulso decisivo all’introduzione di questa festività, che si celebrò per la prima volta nella diocesi di Liegi nel 1247. A Giuliana apparve infatti, più volte, il disco lunare luminoso con una zona oscura: il che le venne spiegato come la mancanza di una festa eucaristica nel ciclo annuale delle altre feste. Nell’anno 1264 il papa Urbano IV, già arcidiacono di Liegi e confessore di Giuliana, la prescrisse per tutta la Chiesa nella bolla Transiturus. Il formulario del Messale tridentino utilizza come letture bibliche 1 Cor 11, 23-29 e Gv 6, 56-59. Le tre orazioni del formulario della messa, rimaste immutate nel Messale del 1970, hanno una presentazione perfettamente unitaria; e se non sono opera di Tommaso d’Aquino ( che avrebbe la paternità esclusiva della Liturgia delle Ore di questa solennità, con i suoi splendidi inni), certamente ne riecheggiano la dottrina riguardante l’Eucaristia. Nella Summa theologica (III, q. 73, a. 4.) egli caratterizza il significato del sacramento eucaristico dal punto di vista del passato come memoriale della Passione di Cristo ( che è un vero sacrificio); dal punto di vista del presente come sacramento dell’unità dei fedeli con Cristo e tra loro; e dal punto di vista del futuro come prefigurazione della fruizione della vita divina nel convito eterno. Questo triplice significato emerge con parole pressoché uguali nelle preghiere presidenziali. La novità del Messale del 1970 appare sopratutto nei prefazi dell’Eucaristia, due a scelta, quello del Giovedì Santo e un altro di nuova composizione. Costituiscono una sintesi riuscita dei diversi aspetti dell’Eucaristia, illustrati dalle letture bibliche, cioè i nove brani distribuiti in tre anni. La solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo sembra un doppione del Giovedì Santo. Infatti, per la sua vicinanza al Venerdì Santo, non permette uno spiegamento di gioia festiva. Tuttavia fare dell’Eucaristia, quale frutto preziosissimo del mistero pasquale, l’oggetto di una rinnovata azione di grazie nel corso dell’anno, sembra conveniente e giustificabile. Per altro questo mistero pasquale, nella sua totalità, è celebrato non una sola volta l’anno, ma tutte le domeniche, senza che appaia giustificata l’obiezione di un doppione. Al tema pasquale rimanda la prima lettura dal Deuteronomio, che offre una riflessione sul cammino del popolo di Dio attraverso il deserto, dove il Signore gli dona la manna, prefigurazione del “pane vivo” di cui parla il brano evangelico, che è un tratto del grande discorso in cui Gesù promette l’Eucaristia. La seconda lettura parla della fede eucaristica della comunità dei Corinzi: il significato dell’avvenimento eucaristico è la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo e la crescita comune come suo corpo. La processione del Corpus Domini che segue non deve porsi in seconda linea. E’ un corteo trionfale, in un giorno solenne, una grande comunità con Cristo e tra di loro. Si tratta della manifestazione della Chiesa come popolo di Dio in cammino verso l’unione eterna con Cristo, e che può superare i molteplici pericoli solo con l’aiuto della presenza del suo Signore.

venerdì 23 maggio 2008

Serg.Magg. Charles Vlahos a Tremensuoli

S/Sgt. Charles Vlahos, 32139763, Reparto M., 339° Rgt di Fanteria, 85^ Divisione di Fanteria. Ucciso nell'azione su 13 maggio 1944 nei pressi della collina 69, vicino a Tremensuoli. Nato il 15 settembre 1912, entrato in servizio di 9 maggio 1942 a Rochester, Nuova York. S/Sgt. Vlahos dopo la sua morte ha ricevuto la stella d'argento per atti eroici durante gli attacchi della divisione dell'11 maggio 1944. La citazione recita, "per il suo spirito di eroismo nell'azione dell'11 maggio 1944, in Italia. Nella fase di apertura dell'attacco contro le roccaforti nemiche, il sergente Vlahos ha condotto su un terreno difficile con la mitragliatrice attraverso i campi nemici ed attraverso un fiume, sotto il fuoco di artiglieria pesante per raggiungere l'obiettivo senza perdita degli uomini o delle attrezzature. Malgrado lo sbarramento continuo è riuscito respingere i numerosi attacchi nemici, usando pistola e fucili quando la loro arma fu resa inefficiente dal fuoco nemico. La sua grinta e determinazione contribuiscono alla disfatta del nemico." È sepolto al cimitero americano Sicilia-Roma, a Nettuno. Aveva 31 anni.

La famiglia ROMANO


ROMANO


Titoli: patrizio di Tropea

Dimora: Tropea

Il Candida ritiene che la famiglia sia originaria di Roma, passata poi in Amalfi, Sorrento, Napoli e successivamente in Calabria. Aggregata al patriziato di Tropea il 21 agosto 1572 con GILBERTO; ADEMARO (Scalea 1280 – Scalea 1343) “ cubiculario (maggiordomo di camera del re) e familiare” di re Roberto d’Angiò e Protontino in Calabria, dove stabilì la sua famiglia in Tropea e Rossano, valoroso soldato e vice ammiraglio, capo della spedizione che fu inviata in aiuto del principe di Taranto fratello di re Roberto, per il suo grande valore militare creato Grand’Ammiraglio del Regno nel 1327, sepolto nella Parrocchia di San Nicola di Platea nella città di Tropea, nella cappella di Santa Caterina d’Alessandria. L'ammiraglio si trova qui sepolto in quanto egli, avendo sostenuto le spese per la costruzione della cappella, prima dedicata a S. Giovanni Battista e poi a S. Caterina d'Alessandria, ottenne da papa Giovanni XXII il diritto di “jus patronato” sul sacro edificio, il sarcofago venne profanato e danneggiato nel corso del saccheggio compiuto dai Turchi nel 1552, i quali, capeggiati da Dragut Rays, avrebbero portato via la spada in argento di Ademaro. Il casato ascritto nel Registro delle Piazze Chiuse come patrizio di Tropea. Il ramo di Sorrento si estinse nel 1850 con ANDREA morto senza eredi. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla banda d’oro accompagnata in capo da un leone coronato dello stesso, linguato di rosso, in punta da tre stelle d’oro in banda.

giovedì 22 maggio 2008

Le origini dei D'ONOFRIO


D’ONOFRIO

Titoli: barone di Mancipa Passarello Villadoro, di Artesina

Dimora: Calascibetta, Palermo

Conosciuta nella sua nobiltà dal XV secolo. Matteo governatore della Tavola Pecuniaria (Banca Centrale) di Palermo; GIOVANNI, dottore in legge, giudice della Corte Pretoriana di Palermo 1672/3, del tribunale della Gran Corte del Regno 1670/1, acquistò il feudo di Passarello e Mancipa il 6 ottobre 1678, il feudo di Artesina il 21 gennaio 1698, i feudi di Artesinella, Camali e Mandra il 30 gennaio 1696; GESUALDO per transazione di Pietro Galletti, figlio di Margherita D’Onofrio, ottenne i feudi e i titoli di cui sopra, capitano di giustizia di Calascibetta 1786/6; ANTONINO marchese di Villadoro ottenne con privilegio del 20 dicembre 1799 i sunnominati titoli, giurato in Calascibetta 1812/13;hanno preso parte alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61: GAETANO alfiere (sottotenente) del “1° Battaglione Cacciatori” che ha combattuto a Milazzo, sul Volturno e sul Garigliano; MICHELE alfiere del “5° Reggimento Fanteria di Linea Borbone” presente a Corleone, ha partecipato con compagnie scelte alla difesa di Gaeta sino alla capitolazione avvenuta il 14 febbraio 1861.

Iscritta nell’ Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso all’aquila spiegata e coronata d’argento.

mercoledì 21 maggio 2008

Premio Internazionale di Poesia "Memorial Gennaro Sparagna"


PREMIO INTERNAZIONALE

DI POESIA

“RIVIERA DI ULISSE”

MEMORIAL GENNARO SPARAGNA

3^ EDIZIONE 2008

Il premio si articola in 4 sezioni

1-SEZIONE POESIA

Si partecipa inviando una terna di poesie inedite.

2 –SEZIONE POESIA SCUOLE

Si partecipa inviando una terna di poesie inedite.

3-SEZIONE SILLOGE POESIA

Si partecipa inviando una raccolta di poesie

(min 10 max 20 poesie)

4- SEZIONE A : LIBRO EDITO DI POESIA

Si partecipa inviando un volume edito di poesie (può farlo l’autore stesso); a questa sezione possono partecipare anche le case editrici inviando direttamente i libri pubblicati (le case editrici non hanno tassa di iscrizione)

Regolamento

1. Si può partecipare a tutte le sezioni anche con poesie in vernacolo o lingua straniera purché corredate di traduzione.

2. La tassa di iscrizione, a titolo di rimborso, è di 10,00 (5,00 per le scuole) euro a sezione. Suddetta quota può essere direttamente allegata agli elaborati, o tramite versamento su postepay (numero 4023600449407149 intestata a Irene Sparagna), a richiesta dati per il bonifico bancario in tal caso allegare fotocopia dell’avvenuto pagamento.

3. I testi, completi dei dati anagrafici (solo su una copia), dell’indirizzo, del recapito telefonico e del curriculum dell’Autore, eventuale e-mail (più copia dell’opera in floppy disc o per e mail per facilitare l’inserimento in un file contente tutte le opere e per l’inserimento nell’antologia del premio), dovranno essere inviati entro il 15 settembre 2008, in 10 copie al segretario del premio: Irene Sparagna – via Stazione snc - 04026 Tremensuoli (LT) recapito telefonico 3936593511 indirizzo e mail irenezago@alice.it indirizzo web www.irenesparagna.it

4. L’inosservanza del punto 3 comporterà l’esclusione dal premio;

5. È richiesta dichiarazione che l’opera è frutto della propria fantasia creativa

6. Il giudizio della Giuria è insindacabile;

7. La premiazione avrà luogo durante cerimonia pubblica, entro dicembre 2008, nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale della Città di Minturno , (Lt);

8. Ai vincitori del premio di poesia andranno 1200,00 (milleduecento) euro, equamente ripartiti, tra le 3 sezioni, il testo della motivazione, pergamena di merito.

· Ai vincitori del premio poesia/sezione scuola andranno 300,00 (trecento) euro, equamente ripartiti tra i 3 gradi scolastici, il testo della motivazione, pergamena di merito.

· In alternativa al premio in denaro i primi classificati possono avere pubblicazione libro di 48 pg, 50 copie .

· i secondi e terzi classificati delle 4 sezioni andranno opere artistiche, libri, pergamene di merito.

· La giuria può anche decidere di non assegnare il primo premio qualora non ritenga meritevole il lavoro.

· Le opere inviate non verranno restituite e ciascun concorrente ne autorizza la pubblicazione gratuita. Le poesie degli autori saranno pubblicate in un quadro antologico. Durante la manifestazione sarà disponibile il libro che raccoglie le poesie del premio, al prezzo di 10 euro la copia.

· I vincitori, ai quali sarà tempestivamente comunicata la data di premiazione, dovranno assicurare, con telegramma o con lettera prioritaria, la Loro presenza alla cerimonia conclusiva. L’inosservanza di questa norma comporterà, per i concorrenti, la perdita del diritto alla riscossione dei premi. Per il premio in denaro non è ammessa delega.

domenica 18 maggio 2008

Lettera ai fedeli del Parroco di Tremensuoli















Carissimi fratelli, mi presento a Voi come il nuovo parroco della parrocchia di San Nicandro Martire”, su incarico del nostro beneamato Arcivescovo mons. Fabio Bernardo D’Onorio, ufficializzato il 2 aprile di quest’anno. Per alcuni mesi sono stato presente nella Parrocchia dando una mano al nostro fratello Padre Antonio Siciliano, O.F.M. E’ un tempo breve, ma sufficiente per scoprire una realtà Comunitaria molto viva, della quale mi sento onorato di esserne alla guida. L’impressione che ho avuto nel frequentare questa piccola frazione collinare, è il desiderio che tutti Voi ed io hanno in comune: trasformare la nostra Parrocchia in una grande famiglia. Con l’aiuto e la partecipazione di molti di Voi, abbiamo iniziato i primi passi per intraprendere un nuovo “cammino di fede” che ci porterà a concretizzare il nostro desiderio. La Liturgia, la catechesi, la Carità, la formazione del Consiglio pastorale e l’organizzazione dell’Oratorio, sono gli obbiettivi da tenere sempre presenti nella nostra vita comunitaria. Abbiamo iniziato a realizzare ed a rendere accoglienti per tutti, dai più piccoli agli anziani, gli ambienti nella struttura dell’Oratorio Parrocchiale. Per anni, purtroppo, le strutture non sono state manutenzionate, per questo oggi necessitano d’innumerevoli interventi di lavoro. Alcuni giovani dell’Oratorio, ai quali spero se n’aggiungano degli altri, si stanno impegnando affinché questo sogno diventi una realtà per tutta la nostra Comunità. Il “Progetto” è difficile, ma sicuramente realizzabile con la volontà, l’impegno, il sacrificio e la disponibilità, secondo la propria possibilità, di ciascuno di Voi. Alcuni interventi sono stati realizzati, altri sono in fase d’ultimazione ed altri ancora sono in progetto. Sono già una realtà l’abbattimento di una barriera architettonica con la realizzazione di una pedana d’accesso per ospitare in Chiesa i diversamente abili; il parco giochi per i bambini ed il campo di bocce; sono iniziati i lavori di ripristino del locale per gli anziani, della sala giochi per i giovani e della sala proiezione; la ristrutturazione del campo di calcio con l’annessa struttura adibita a spogliatoio e la realizzazione di una struttura polivalente per il tennis, la pallavolo e la pallacanestro; è in fase d’ultimazione la realizzazione di un ampio parcheggio per rendere più agevole la vostra presenza. A seguire sarà realizzata l’illuminazione di tutta l’area esterna interessata della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù e successivamente la costruzione di una piazzetta in onore di San Pio da Pietralcina, con la statua del Santo. Il nostro obbiettivo deve essere quello di realizzare, nella nostra Parrocchia, un ambiente unico dove poter vivere insieme il nostro cammino di fede ed il nostro poco tempo libero; un ambiente dove i più piccoli, i giovani, gli anziani, possano crescere, stare in armonia, vivere sani nello spirito ed uniti nell’amore fraterno. Purtroppo abbiamo bisogno di un aiuto concreto ed è per questo che mi sento in obbligo di chiedere a tutti Voi un piccolo contributo per rendere tutto questo possibile. Con l’occasione Vi faccio partecipi che anche quest’anno la nostra Comunità Parrocchiale, manifestando un grande attaccamento alle tradizioni del nostro Paesello ed al culto del santo Patrono, è impegnata nell’organizzare l’intramontabile “Festa di san Nicandro Martire”, realizzando un ciclo festoso dal 17 giugno, ricorrenza del martirio del santo, per terminare nella seconda settimana del mese d’agosto 2008 (4-10). Il Comitato per i festeggiamenti, come già dimostrato negli anni passati, con sempre più profonda dedizione ed impegno, anche quest’anno è in piena attività operativa nell’organizzare nel migliore dei modi la festa. Nome del Comitato stesso, ringrazio vivamente già da ora tutti Voi, concittadini e fratelli di Tremensuoli, che anche quest’anno con la Vostra generosità di figli di Dio e della nostra amata terra, ci aiuterete ancora una volta nel nostro “cammino di fede”. Come famiglia di Dio, invocheremo l’intercessione di San Nicandro Martire, affinché il Signore possa concedere a voi fratelli ed alle vostre famiglie, in terra lontana, il dono della pace, nella giustizia e nell’amore. Pace e bene a tutti!

Contatti: 077165515 – 3475912752 – www.tremensuoli.tk – tremensuoli@cheapnet.it

Il vostro Parroco

Padre Luigi Santullo, O.F.M.

venerdì 2 maggio 2008

Giovanni e Carmela: 25 anni di matrimonio.















Giovanni D'Onofrio e Carmelina Serao si sono sposati nel lontano 10 aprile 1983 a Tremensuoli, nella Chiesa di San Nicandro. Il 12 aprile 2008 si sono giurati ancora fedeltà nella Chiesa del Sacro Cuore di Anzio, dopo 25 anni di matrimonio. La coppia, due giorni dopo, è partita per la seconda luna di miele, visitando Padova e Venezia. A Padova sono stati ospiti, per una sera di Angelo Forte, tremensuolese doc. Inviate i vostri ricordi a: tremensuoli@cheapnet.it per essere pubblicati su questo spazio.