giovedì 10 agosto 2017

Pulcinella incanta e diverte Tremensuoli.





Nel calendario delle manifestazioni ed eventi dell’estate 2017 proposti dall’amministrazione comunale di Minturno, giovedì 10 agosto, il borgo di Tremensuoli ha ospitato la “Gran parata di Pulcinella” uno spettacolo itinerante con maschere, pupazzi giganti, trampoli e musica dal vivo. Un gran divertimento per Piazza San Nicandro e vie limitrofe, con una sfilata colorata e chiassosa, ed alcune scene prese dalla tradizione della commedia dell'arte, lazzi, mosche, litigi e girotondi. Pulcinella la fa da padrone incitando il pubblico ad intervenire, un po' banditore e un po' bandito, scorrazza per la piazza insieme con la sua allegra compagnia. S'intrufola tra la folla, coinvolge maschi e femmine, grandi e piccini, nei suoi strampalati guizzi linguistici e nei suoi discorsi filosofici. La musica dell'organetto e delle percussioni fa da giusto accompagnamento per il colore dello spettacolo regalando momenti di allegria, di musica e di “ammuina” ad una piazza gremita. Lo spettacolo è stato realizzato dal teatro Bertolt Brecht di Formia con la regia di Maurizio Stammati e la partecipazione, oltre dello stesso Stammati, di Pompeo Perrone, Chiara Ruggeri, Francesca De Santis, Dilva Foddai, Salvatore Caggiari, Margherita Vicario e Marco Mastantuono. I ringraziamenti finali da parte di “Pulcinella” sono andati, naturalmente al pubblico presente e partecipe, al sindaco Stefanelli, al dott. Lepone, all’amministrazione comunale minturnese ed all’assessore D’Acunto per il suo impegno per cui molti eventi sono stati presentati nella più antica frazione di Minturno ed altri ne seguiranno. Buona estate!

venerdì 28 luglio 2017

Tremensuoli in video.

video
Tremensuoli visto dalla videomaker Lucia Zago, nel suo breve soggiorno nel villaggio minturnese.

giovedì 27 luglio 2017

La fotomodella Lucia Zago a Tremensuoli.







Mercoledì 26 luglio 2017 è una data importante per Tremensuoli, infatti è stata notata per le vie dell’antico borgo minturnese una bellezza fuori dal comune. Abbiamo seguito la ragazza e siamo riusciti a capire che si trattava di una fotomodella veneta, Lucia Zago, che ha scelto Tremensuoli, consigliata dal suo fotografo Cristian Forte, per farsi immortalare in alcuni scatti tra i vicoli e le case del paesello. Abbiamo voluto sapere qualcosa in più di Lucia chiedendole se quello della fotomodella è un lavoro faticoso e ci risponde affermando “Quando ho cominciato a lavorare non credevo fosse tanto duro e faticoso. Tutti pensano che si tratti solo di sfilare, viaggiare e indossare abiti magnifici. Poi, quando inizi, capisci che sono necessari molti sacrifici e una grande forza di volontà. Sicuramente deve esserci una motivazione forte che ti spinge a non mollare alle prime difficoltà. Avendo poca stima di me, la mia spinta è stata dimostrare a me stessa e agli altri quanto valevo; poi è subentrata la voglia di migliorare per essere non solo bella ma anche brava nel mio lavoro. Fortunatamente non ho mai avuto problemi di linea e questo mi ha permesso di mangiare quasi tutto, sebbene se con criterio. Sicuramente quello che consiglio è di seguire una dieta equilibrata e fare molto sport, in modo da poter soddisfare il palato senza incorrere in incresciose situazioni... come arrivare da un cliente e non potere sfilare perché non corrispondi più alle misure che hai indicato sulla tua scheda. La cosa migliore è continuare a studiare, anche se può risultare complicato e a volte incompatibile con le tempistiche serrate degli impegni di lavoro. Questo perché non sai mai quanto durerà la tua carriera: è inevitabile che, prima o poi, arrivi qualcun'altra più giovane a prendere il tuo posto. Purtroppo in questo lavoro si inizia e finisce presto, ma il vero rischio è il  successo veloce che, quando arriva, può dare alla testa ed essere difficile da gestire. Per questo motivo è importante avere sempre qualcuno accanto che ti sappia aiutare, suggerire o supportare. La famiglia gioca un ruolo fondamentale in questo percorso, perché quando sei molto giovane non puoi prendere le decisioni importanti da sola: tendi a vivere il presente, senza vedere il futuro. Mi considero una modella sui generis; fin dall'inizio della mia carriera non ho mai preso in prestito dagli stilisti i vestiti con cui sfilavo, se non in rarissime occasioni. Sicuramente quando diventi famosa le persone con facilità tendono a regalarti abiti e accessori, anche solo per poter dire in giro che tu vesti con quella marca. A me personalmente è sempre piaciuto andare in giro a fare shopping, da sola o con le amiche: anche se il mio abbigliamento preferito è costituito da jeans e maglietta, forse perché rispecchia la mia vera natura, quella di una ragazza semplice. Il rapporto con gli uomini mentre facevo la modella non è stato facile, ma la mia ingenuità mi ha permesso di non farmi coinvolgere troppo dalle attenzioni altrui che, il più delle volte, risultavano fastidiose. Non ho mai creduto alle lusinghe che mi rivolgevano: anche se non nego che a volte sono state, e sono, gratificanti. Confesso che la prima “Qualità” che hanno notato in me sono gli occhi. Ringraziamo Lucia Zago per averci parlato della sua vita lavorativa e la lasciami agli ultimi scatti di Cristian felici che Tremensuoli faccia da sfondo a tanta bellezza.

L'antica città di Leopoli.







Ponte Genzano e Rio Pupino
Cercando di ricostruire la storia della città di Leopoli si è appurato, secondo quanto affermava anche don Raffaele Bergantino, già parroco di Tremensuoli, che la “Polis” faceva parte del “Patrimonio Traettano” e si trovava ai piedi del monte fra Trimonzolo, il fiume Garigliano ed il lido del mare, come riportato alle pagine 95 e 96 del libro “Degli antichi duchi e consoli della città di Gaeta” del monaco cassinate Giovanni Battista Federici edito nel 1791. Dopo il 945 non si parla più  di Leopoli segno evidente che sicuramente fu incorporata nella città di Traetto, considerata la vicinanza. Si presuppone che Leopoli fu chiamata così in onore di Leone, Vescovo di Leopoli, nominato da Papa Leone III nell’800 o addirittura in onore del papa stesso e forse costruita nell'anno 853. L'antica Leopolis aveva il centro della città nell'odierno territorio comunale di Minturno, in località “Zenzano” (Ponte Genzano), dove sono ancora visibile antiche vasche lungo il Rio Pupino che attraversava la polis, nascendo dalla località Sauzo. La localizzazione di Leopoli è possibile grazie alla documentazione insediamenti e confini del prof. Luigi Cardi ed all'elaborazione cartografica dello studio dell'arch. Cosmo Di Milla del 1988.

martedì 4 luglio 2017

Tremensuoli, 6 luglio 2017: Serata folcloristica con gli "Hora - Horita".

Hora - Horita

Hora -Horita (Moldavia)
Giovedì 6 luglio 2017, in occasione della 63^ Sagra delle Regne di Minturno, per la prima volta la frazione di Tremensuoli ospita una serata folcloristica internazionale con il corpo di ballo "Hora - Horita" (Chisinau, Repubblica di Moldavia) fondato nel 1994. Durante la sua attività, la compagnia ha creato un repertorio che include danze popolari autentiche provenienti da diverse zone della Moldavia. Molte generazioni si sono esibite in questa compagnia che attualmente è costituita da due gruppi: uno di ragazzi e ragazze tra i 18 e i 27 anni, liceali e studenti universitari e un gruppo di bambini tra i 9 e i 14 anni. Durante i suoi 23 anni d'attività, la compagnia "Hora - Horita" ha conseguito diversi premi e attestati , tra i quali, premio ai festival folkloristici. "La Vatra horelor" e "Alunelul", e due differenti premi comunali al festival "La Fântâna Dorului". Il direttore artistico e maestro di ballo della compagnia "Hora - Horita" è Constantin Schiopu, medico e docente universitario. Appuntamento a Tremensuoli di Minturno (Latina), in Piazza San Nicandro, dalle ore 21. Info: 3281813620 - 3701286734.

lunedì 15 maggio 2017

Gli affreschi dei santi Sebastiano e Nicandro della chiesa madre.

San Sebastiano (sx) e san Nicandro (dx)

Dopo quasi diciassette anni, siamo venuti a conoscenza di una “promessa” fatta alla chiesa di san Nicandro a Tremensuoli. Da un articolo, apparso il 2 novembre 2000, a firma di Marcello Caliman si apprende che in quei giorni si riunì il consiglio pastorale presieduto dall'allora parroco della frazione minturnese, mons. Bergantino, per valutare e relazionare alla curia di Gaeta circa i lavori che avevano interessato i beni parrocchiali. Si legge che, l'ing. Antonio Procino in cambio di una striscia di terreno confinante con la sua abitazione, utile per il drenaggio, avrebbe preso l'impegno di occuparsi del rifacimento degli affreschi dei santi Sebastiano e Nicandro che si trovano sulla facciata principale della chiesa madre, del rafforzamento della struttura delle fondamenta della sacrestia, la realizzazione presso la chiesa del Sacro Cuore di un marciapiedi utile per la collettività di Tremensuoli. Naturalmente il consiglio pastorale dell'epoca ha approvato all'unanimità le proposte dell'ing. Procino, ma a tutto oggi una delle “promesse” ci sembra che sia rimasta lettera morta, infatti la comunità di Tremensuoli sta ancora aspettando che gli affreschi del patrono e del compatrono dell'antico villaggio tornino visibili ai fedeli dei martiri ed a quanti amano le bellezze di quest'amena collina che domina il golfo di Gaeta. La speranza dei tremensuolesi non è ancora morta e pertanto si spera che questo promemoria serva almeno ad avere una risposta alla mancata promessa di chi doveva ridare lustro ad una chiesa millenaria. Omne promissum est debitum.

mercoledì 5 aprile 2017

STATO DELLE ANIME DELLA PARROCHIAL CHIESA DI SAN NICANDRO DI TREMONSULO, CASALE DI TRAETTO IN QUEST'ANNO 1741.

Regno di Napoli 1742
STATO DELLE ANIME DELLA PARROCHIAL CHIESA DI SAN NICANDRO DI TREMONSULO, CASALE DI TRAETTO IN QUEST'ANNO 1741.

  1. ANTONIO D'ACUNTO (P. 5);
  2. ALESSIO D'URSO (A. 66, P. 2);
  3. ANTONIO CARUSO ( P. 2);
  4. CESARE SANOBIO (P. 3);
  5. ERASMO FADANO (P. 6);
  6. ERASMO SANOBIO (P. 5);
  7. FRANCO PALAZZO (P. 3);
  8. FILIPPO ALICANDRO (P. 4);
  9. GIUSEPPE PALAZZO (P. 7)
  10. GIUSEPPE FORTE (P. 2);
  11. GIO. FORTE (P. 7);
  12. GIO. DI NALLO (P. 5);
  13. IGNAZIO CORACCIO (NELLE CASE DELLA PAROCHIALE CHIESA, P. 5);
  14. MARCIANO TUCCIARONE (P. 4);
  15. NICANDRO CARUSO (P. 2);
  16. VINCENZO CARACCIO (P. 3);
  17. PIETRO FORTE (P. 6);
  18. ALESSANDRO FORTE (P. 7);
  19. ANTONIO D'ACUNTO (P 8);
  20. ANTONIO FORTE (P. 3);
  21. ALESSANDRO DI NALLO (P. 4);
  22. CASIMIRO D'ACUNTO (P. 3);
  23. ERASMO CARACCIO (P. 3);
  24. FRANCESCO TREGLIA (P. 10);
  25. GIO. FALCO (P. 7);
  26. GIUSEPPE D’ACUNTO (P. 4);
  27. GIACOMO FORTE (P. 5);
  28. GIO. D’ACUNTO (P. 4);
  29. INNOCENZO FALCO (P. 7);
  30. APOLLONIA DI NALLO, VEDOVA DEL Q.M ALESSANDRO FORTE (P. 3);
  31. LIVIO FORTE (P. 4);
  32. NICOLA TUCCIARONE (P. 10);
  33. NICOLA MEROLA (P. 10);
  34. ALESSANDRO SPARAGNA (P. 5: NICOLA DI NALLO NELLE CASE DI LUI);
  35. MARINELLA D’ACUNTO, VEDOVA (P. 1);
  36. PAOLO FORTE (P. 8);
  37. PAOLO D’ACUNTO (P. 2);
  38. MATTIA DI NALLO VED. Q.M MATTIA;
  39. SEBASTIANO D’ACUNTO (P. 5);
  40. STEFANO FORTE (A. 43, PERSONE 7, FANNO PARTE DEL SUO NUCLEO DI FAMIGLIA: GIOVANNA TREGLIA, MOGLIE, A. 38, I FIGLI MARTINO, A. 13, ZACCARIA A. 9, LUCIA A. 7, MARTA A. 5, ANDREA A. 3);
  41. PAOLA GIUSTINIANO, VEDOVA, ORFANA (A. 28, P. 1);
  42. STEFANO CARACCIO (P. 4);
  43. TERESA FORTE, VED. DI MARTINO PIMPINELLA (P. 4);
  44. TARQUINIA DI NALLO, VERGINE IN CAPILLIS (NUBILE, P. 1);
  45. VINCENZA MUCHECCHE, VED. RAIMONDO TREGLIA (P. 1);
  46. GIOVANNI D’ACUNTO (P. 6);
  47. GIO. BATTISTA SENOBIO (P. 2).
    IO PARROCO NICCOLO’ MONTANARO

Esiste in fondo al registro un elenco dei cittadini, redatto il 15 dicembre 1741, di 16 cittadini di Castelforte, 4 di Gaeta, 1 di Triulo (Trivio), 20 di Spigno, 4 di Castellone, 3 di Coreno, 1 di Maranola e di Sessa, 2 di Napoli, dei Benefici del S.mo, di S. Rocco, di S. Antonio di Fondi, di S. Paolo, di S. Barbara (di Traetto), di S. Maria dei Galli, della Terra di Castelforte (Grunuovo), della S. Trinità di Traetto, del Capitolo di Castelforte, del Monastero di S. Erasmo di Castellone, della Concezione di Castelforte, di S. Martino di Ventosa e di Castelforte, di S. Sebastiano di Coreno, di S. Antonio delle Fratte (Ausonia) e di S. Caterina, della Vergine del Piano (Le Fratte), del Monastero di S. Stefano di Sessa, della Visitazione e S. Maria a Piazza di Traetto, del Monastero di S. Angelo di Gaeta, del Beneficio di S. Gregorio di Gaeta, A.G.P. di Gaeta, del Beneficio di S. Antonio di Traetto, della Mensa Vescovile di Gaeta e del Capitolo, di S. Caterina, di S. Domenico, S. Agostino, S. Pietro, tutti di Gaeta, delle Cappelle del Rosario, del Beneficio di S. Biase, della Parrocchia S. Croce, di S. Leonardo, tutti di Spigno, di S. Giovanni, dello Spirito Santo e Corpus Domini di Castellone (Formia).
C’è annotazione in calce: “Si richiede notifica a sopradette persone perché provvedano al Catasto, lasciandone copia per tutti a Giovanni Mignacca e Gervasio Lepone. Manganella Cancelliere”.
Dall’elenco degli animali, tenuti con loro rendite, traiamo: Il 7 ottobre 1741, nel luogo detto il Castello, si riuniscono li amministratori e deputati pe’ discutere la fede fatta intorno le rendite che gli animali danno in questo territorio:
  • Introito dello stato delle rendite dal 13 agosto 1741 a 18 settembre: Dalla gabella della farina, vino e scannaggio once 1.355,6, dalla bottega lorda 51,1,10, dall’affitto sopra la bagliva 20,00, dal demanio de’ Casali 43,2,10, dalla tassa de’ cittadini 600, dalla bonatenenza 31;
  • Esito alla Regia Corte: L’Università al 1° gennaio 1737 conta fuochi 210 (ab. mille circa) per grana 6 a fuoco 151, per cavalieri 28 a fuoco 29, per franchigia di 10 soldati a piedi 30, per franchigia di 2 soldati a cavallo 30, per franchigia di un soldato d’armi 20, debito a creditori fiscalari 688,4, per debito fu provveduto rimanere, giusta il libretto del Real Patrimonio 688,4, per provisione di due medici pe’ servizio così di detta università come de quattro suoi casali 170, per la provisione di due sacrestani della Venerabile Chiesa di S. Pietro e S. Biase, con peso dell’orologio e di sonare li tocchi della campana,


Dal volumetto Il Ducato di Traetto (Minturno), Castelforte e i “Casali” di SS. Cosmo e Damiano in Terra di Lavoro al Catasto onciario del 1741” di Cosmo Damiano Pontecorvo. Collana de “Il Golfo” 1987-88.