La battaglia di Tremensuoli nel maggio del 1944.
Era l’11 maggio 1944, alle 23.00 in punto,
quando inizia la battaglia di Tremensuoli; ogni reparto disponibile
dell'artiglieria del V Corpo d'Armata ha aperto un fronte di fuoco sulla linea Gustav.
I continui bombardamenti hanno scosso la terra, "oscurità assoluta",
ha ricordato un veterano della Compagnia E, "in quindici minuti fu rotta
dal bagliore dei colpi che si poteva vedere addirittura un ago in terra”. I
tedeschi determinati a tenere le loro posizioni sfruttando le imperfezioni del
territorio cercavano di fermare l'attacco dell'Orso Polare. Nonostante molti
soldati siano stati uccisi dilaniati dalle bombe, i comandanti hanno continuato
a far avanzare i loro uomini verso i loro obiettivi. Le prime truppe del primo
battaglione con un plotone della Compagnia C riescono a raggiungere la cresta
del Monte San Domenico. Un reparto si avvia verso Scauri e nel frattempo il III
Battaglione si è mosso su Tremensuoli in prossimità dell'incrocio di
Capodacqua. Nella confusione, gli uomini sono stato separati dai loro
comandanti, il combattimento era terribile. Il III Battaglione ha perso più
della metà della forza di combattimento nelle prime 10 ore della battaglia.
Incapace di acquisire il loro obiettivo della collina 66, il battaglione si è
ritirato alla collina 69. Il II battaglione è stato formato giù ad ovest di
Tremensuoli benché la Compagnia G avesse
preso con successo una parte della collina 79, una collina fortificata nel
centro di quella sezione. Nella la mattinata del 14 maggio, la battaglia
volgeva a favore dei tedeschi, che avevano il comando in Largo Cappella nel
Palazzo Vento a Tremensuoli, con la Compagnia G. circondata sulla collina 79, e con poche
munizioni e scarsità di viveri e rifornimenti. Durante le giornata, secondo il
tenente Robert Waugh si riesce a creare un varco per eliminare l'ultima
resistenza tedesca sulla collina che il reparto G aveva tenuto dall'11 maggio.
Lo sforzo delle pattuglie e gli attacchi aggressivi dal I Battaglione del 339°
fanteria hanno buttato giù la maggior parte delle posizioni nemiche e la linea
stava indebolendosi anche per mancanza di munizioni, viveri e rifornimenti alle
resistenze tedesche. La combinazione d’artiglieria alleata, del bombardamento
aereo e degli attacchi risoluti del II Corpo d'Armata americano fanno arretrare
le ultime posizioni tedesche dal colle San Martino, che lasciano una forza
simbolica. La battaglia di Tremensuoli termina nella mattinata del 16 maggio,
con un giorno d'anticipo. Il primo battaglione entra in Scauri nella stessa
giornata, dopo aver riconquistato la collina 58 ed eliminato le posizioni della
cresta di San Domenico ad est del villaggio. Un battaglione carri, apre
l'avanzata verso nord sulla Via Appia, mentre i fanti del 339° arrivano dopo
quattro ore lasciando il piccolo villaggio. La battaglia di Tremensuoli ha
dimostrato il valore dei ragazzi del 339° che tuttavia ha pagato un prezzo
elevato in vite umane per raggiungere gli obiettivi previsti. I superstiti di
questa battaglia non hanno mai dimenticato quei giorni ed il sacrificio di
tanti dei loro amici. Oltre cinquanta anni più tardi, W. D. Bammer, che ha
comandato il plotone in armi della Compagnia K, ha ricordato le sue
esperienze. Non era l'unico Orso Polare che si ricordasse di quei giorni
terribili, rappresentando il reggimento nel 1992, insieme ai veterani di quella
grande battaglia nella cerimonia al piccolo villaggio di Tremensuoli per
dedicare un monumento a chi nel passato ha offerto il proprio sacrificio su
quel campo di battaglia quasi dimenticato, che si trova in Piazza Bergantino. Il
presidente del Comitato di Quartiere Tremensuoli (CdQT) ha voluto ricordare
questa cruenta battaglia con un libro dal titolo “Un uomo che lottò per la
nostra libertà (Tremensuoli in guerra” (Caramanica Editore). Il segretario del
CdQT, Giovanni D’Onofrio, invita i giovani a ripudiare la guerra perché è
ancora vivo il ricordo di quei giorni nei nostri genitori e nonni che hanno
vissuto momenti tragici che si spera non ritornino ancora. Grazie agli Orsi
Polari per aver ridato la libertà ai tremensuolesi in quel mese di maggio del
1944.


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